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Chi può essere colpito?

L'osteoporosi non è una malattia esclusivamente femminile, sebbene colpisca con particolare frequenza le donne in postmenopausa. Oggi, una donna su tre e un uomo su sette intorno ai 50 anni di età rischiano di subire una frattura ossea dovuta alla presenza di osteoporosi e, poiché l'aspettativa di vita della popolazione è in continua crescita, l'incidenza a livello mondiale aumenta significativamente.


Donne in menopausa e in postmenopausa
Generalmente, nelle donne il riassorbimento osseo inizia prima poiché, a causa dei mutamenti ormonali che intervengono durante e dopo la menopausa, viene meno l'azione protettiva degli estrogeni. Le ovaie interrompono gradualmente la produzione di estrogeni, con conseguenti ripercussioni sul metabolismo osseo. Gli estrogeni inibiscono l'azione degli osteoclasti (le cellule deputate alla demolizione dell'osso). Con la riduzione del livello di estrogeni prevale l'attività degli osteoclasti, che accelera la degradazione ossea. Tale processo può essere inibito mediante l'apporto di ormoni e di calcio.

Uomini e donne anziani
L'osteoporosi senile è una malattia legata all'età. Chiunque, uomo o donna, raggiunge in età avanzata una fase che comporta un maggiore rischio di fratture ossee. Un apporto di calcio adeguato nell'arco dell'intera vita mediante l'alimentazione o l'assunzione di medicamenti può procrastinare la comparsa dell'osteoporosi senile.